Sintesi del Coordinamento Consigli Straordinario 2 Dicembre 2010

Documento pubblicato nella sezione Verbali

Sintesi del Coordinamento Consigli straordinario

 tenutosi Giovedì  2  Dicembre  2010 – ore 18.15

presso la nuova Scuola Media “Marconi” – Via Canaletto sud, 110/A

Interventi di:

Anna Campioli Presidente del Coordinamento Consigli Nidi

Andrea LigabuePresidente del Coordinamento Consigli Scuole d’infanzia

Adriana QuerzèAssessore all’Istruzione, Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza, Rapporti con l’Università

Alfonso Maurizio IaconoProfessore di Storia della Filosofia e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Pisa

In apertura della serata Andrea Ligabue e Anna Campioli illustrano i contenuti del contributo che possono dare i genitori partecipando ai Consigli dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia, sino poi a giungere al Coordinamento dei Consigli dei due ordini di istituzioni e alla Segreteria, incaricata di guidare i lavori del rispettivo Coordinamento e farsi carico di presentare le proposte da questo formulate all’Amministrazione comunale. I due presidenti sottolineano, in particolare, l’opportunità di partecipare attivamente, come genitori, alla vita e alla gestione sociale dei Nidi e delle Scuole dell’Infanzia per conoscerne da vicino il funzionamento e collaborare con l’Amministrazione alla migliore definizione dei diversi ambiti in cui questo si articola (orari, servizi mensa, attività integrative dell’offerta formativa di base ecc.)

Interviene quindi Adriana Querzé sul tema: “Il sistema educativo e scolastico per i bambini da 0 a 5 anni: risorse, criticità e sostenibilità nel quadro delle riflessioni sul bilancio 2011 del Comune di Modena”.

La lunga e articolata relazione dell’assessore Querzé è volta a illustrare la grave situazione di bilancio prevista per l’anno 2011 e i conseguenti interventi che saranno attuati sui servizi scolastici 0-5 anni; vista la notevole articolazione del tema, saranno qui sintetizzati per punti:

–         nel 2011 il Comune di Modena subirà una decurtazione dei trasferimenti statali pari a 12.000.000E sul bilancio corrente, il quale supera attualmente i 200.000.000E; all’Assessorato Istruzione, che attualmente ha spese correnti per 47.000.000E, competerà una riduzione di 1.150.000E, che si cercherà di attuare penalizzando il meno possibile i servizi attualmente erogati

–         le politiche e azioni dell’Assessorato all’Istruzione concretamente perseguite son le seguenti:

  • rendere esigibili i diritti alla cura, all’assistenza e allo studio (tramite concreti investimenti e servizi realizzati
  • rendere disponibili sul territorio offerte formative tendenti allo sviluppo dell’eguaglianza delle opportunità
  • supportare la scuola pubblica come luogo privilegiato di apprendi-mento, inclusione e coesione sociale (anche in riferimento alle competenze del Comune sulla scuola elementare e media)

–         rispetto a tale quadro, l’Assessorato è intenzionato a mantenere la copertura del 100% dei posti disponibili nei Nidi rispetto alle richieste e a incrementare leggermente la copertura del 40% dei posti disponibili nella Scuola dell’Infanzia, sempre rispetto alle richieste delle famiglie

–         per conseguire tale risultato è necessario rinnovare il sistema dei servizi 0-5 anni in un’ottica di flessibilità e adeguamento ai nuovi bisogni, tramite azioni incentrate sul Risparmio (1) e sulla previsione di nuove Entrate (2)

1. Risparmio

  1. riorganizzazione gestionale dei servizi scolastici ed educativi

= affidamento ad agenzie interinali del servizio di supplenza degli insegnanti assenti per Nidi e Scuole dell’Infanzia;

= appalti esterni dei servizi svolti dai collaboratori scolastici e dei servizi di cucina, in progressione rispetto al pensionamento del personale attualmente in servizio e alla luce del limite del 20% nel turn-over del personale delle P.A.

= appalto esterno, sul lungo periodo, per la gestione di 1 scuola dell’infanzia, 1 asilo nido, 1 sezione di scuola dell’infanzia ospedaliera (presso il reparto pediatrico del Policlinico di Modena)

  1. efficientamento della produzione dei servizi, al fine di risparmiare su alcuni livelli della gestione del personale

= “internalizzazione” della gestione della Ludoteca “Barchetta” (non più affidata ad Arci ma a personale comunale resosi disponibile a livello di pianta organica)

= riduzione degli acquisti del vestiario per il personale

= sospensione del servizio di lavanderia per i Nidi (la biancheria per i lettini sarà fornita e lavata dalle famiglie)

  1. essenzializzazione dell’offerta formativa

= ridimensionamento dell’insegnamento della musica nelle scuole dell’infanzia

  1. revisione delle misure di sostegno assistenziale
  2. ridimensionamento delle opportunità formative offerte dal territorio

N.B. i punti d) ed e) non sono strettamente pertinenti ai servizi scolastici.

2. Incremento entrate

  1. recupero crediti e tempestività degli accertamenti

= sevizio più efficiente di recupero delle rette non pagate per morosità persistente dalle famiglie in relazione ai servizi dei nidi e delle scuole dell’infanzia

  1. riequilibrio del costo della scuola dell’infanzia

= allargamento della forbice tra costi massimi e minimi dei servizi e migliore graduazione delle rette rispetto ai redditi famigliari

  1. adeguamento del costo dei pasti (che ora non comprendono i costi di trasporto)
  2. recupero della base contributiva rispetto ai genitori che rendono dichiarazioni non conformi alla reale situazione reddituale delle famiglie

= sistema più efficiente di verifica delle dichiarazioni dei genitori in rapporto al reddito reale e alla effettiva situazione famigliare

Dall’integrazione di queste due linee di azione l’Amministrazione si aspetta una riduzione delle spese di 900.000E a fronte di un incremento delle entrate di 600.000E, il che corrisponde a una “manovra” superiore al necessario recupero di bilancio di 1.150.000E per l’anno 2011 dovendo tenere conto, in prospettiva, dell’ulteriore decurtamento per l’anno 2012 dei trasferimenti statali al Comune di Modena che causeranno una diminuzione di spesa, per il solo Assessorato all’Istruzione, di 1.800.000E.

A parte il massacro della lingua italiana, significativo in rapporto a tutti i presenti, operatori e fruitori dei servizi scolastici di base, l’intervento dell’assessore Querzé ha dato luogo a una serie di interventi e di domande da parte dei presenti appuntate per la maggior parte ai seguenti temi:

–         preoccupazione per l’esternalizzazione dei servizi di supplenza, che determinerà, a scapito del personale, una riduzione di stipendi e versamenti previdenziali e un eventuale abbassamento della qualità del servizio offerto ai bambini

–         critiche alla riduzione delle ore dedicate all’educazione musicale e sollecito all’Assessore ad ascoltare anche le richieste e le proposte dei genitori, dei Consigli e del Coordinamento dei Consigli delle scuole dell’infanzia

–         dubbi sull’efficienza del servizio prestato dagli ausiliari nel caso di una sua esternalizzazione, dal momento che esso non si limita a compiti sussidiari, ma assume un ruolo determinante anche nella partecipazione alla cura dei bambini in diversi momenti delle routine quotidiane

–         critiche rispetto all’assenza dell’Amministrazione, che sino ad ora ha dato assai poco peso al controllo delle effettive capacità reddituali dei nuclei famigliari, rispetto all’attribuzione di rette adeguate per la frequenza di nidi e scuole dell’infanzia, e alla messa in opera di sistemi efficienti di recupero crediti di fronte alla frequente elusione del pagamento delle rette, tanto più da parte di famiglie non indigenti; tutto ciò a scapito di un trattamento equo e corretto rispetto a tutte le famiglie “in regola” che forniscono all’Amministrazione dati personali e patrimoniali corretti al fine di accedere alle graduatorie e alla conseguente attribuzione delle rette.

La seconda parte dell’incontro è stata caratterizzata dall’intervento del prof. Iacono, il quale, prendendo spunto da una personale esperienza di ‘lavoro’ con i bambini di una classe elementare descritta in un suo libro (A.M. Iacono–S. Viti, Le domande sono ciliege. Filosofia alle elementari, Roma, Manifestolibri, 2000), ha parlato del pensiero simbolico nei bambini.

Il pensiero simbolico è tema della formazione del personale dei nidi, attraverso l’analisi di come la capacità di creare e usare i simboli nasce nei primi anni di vita e di come questo aiuta nella costruzione di un’identità capace di cogliere la complessità e la ricchezza del reale. La scuola dell’infanzia, attraverso un percorso sperimentale di filosofia con i bambini, approfondisce invece la capacità di pensare “filosoficamente”, cioè di affrontare i grandi temi etici dell’esistenza costruendosi un’opinione, assumendosene la responsabilità, negoziandola, imparando a distinguere il giudizio dal pre-giudizio. Saper pensare e usare il pensiero critico è un’arte da esercitare fin da piccoli, ma che riguarda anche gli adulti, educatori, genitori, governanti, istituzioni, tutti coloro che sono chiamati a compiere scelte per se stessi e per gli altri.

Anche con i bambini è possibile ragionare ‘filosoficamente’, dal momento che il livello di profondità raggiungibile non deve essere valutato rispetto a quello raggiungibile con una persona adulta, poiché esso dipende unicamente dal linguaggio che si usa, dal codice più semplice su cui è impostata la comunicazione nei bambini, ma non meno adatto a trattare anche argomenti complessi e in via preliminare ‘difficili’.

I bambini possiedono anche la capacità di creare un ‘terzo mondo’ rispetto a quello della realtà e del suo contrario, ossia il mondo del gioco; un mondo intermedio che educa il bambino ad acquisire dei limiti, a passare tra contesti diversi  e a distinguere tra una data situazione e l’assenza di essa. Nel gioco regolato, pertanto, l’ego del bambino non si allarga a dismisura, non lo porta a considerare gli altri come ostacoli per la piena affermazione dei propri scopi (e qui è evidente la critica a molte serie di cartoni animati, televisivi e non soltanto), ma cerca in primo luogo di sviluppare l’attività simbolica, compensando così la reale mancanza di forme e oggetti con la propria creazione fantastica (un trenino fatto con le sedie, una manico di scopa trasformato in un cavallo ecc.). In tal modo il bambino ‘sostituisce le assenze’ nel momento in cui ‘fa finta di’ e quindi riproduce qualcosa attivandola. Esattamente come accade nei riti religiosi e nel teatro, che è per eccellenza il gioco degli adulti di ‘fare finta’.

Di conseguenza è importante insegnare ai bambini a ‘interrogare’ le domande, che sono più importanti delle risposte poiché è su di esse che si esprime la loro autonomia di creare senso; così il dubbio assume un rilievo decisivo, la pratica di sapersi interrogare aiuta a costruire una personalità più critica e curiosa ove l’apprendimento sviluppato dal bambino diviene un elemento funzionale alla sua autostima: è capace di apprendere, ne è cosciente e l’impegno che profonde lo gratifica perché è riconosciuto dall’adulto. In questo senso la filosofia avvicinata ai bambini, intesa soprattutto come pratica del sollecitare domande, contribuisce a costruire una mentalità attiva, senza mai trasformarsi in una materia specifica e autonoma dalle altre inquadrata nel programma scolastico (sempre in riferimento a scuole dell’infanzia ed elementari).

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