Lettera aperta coordinamento pedagogico

Lettera aperta coordinamento pedagogico pubblicata nella sezione Comunicazioni

P.G. 23908 del 01/03/2012
Lettera aperta alla città di Modena e alla Giunta Comunale

1.Perderemo un pezzo della Scuola dell’infanzia comunale
E’ con rammarico che il “Coordinamento Pedagogico dei Nidi e delle Scuole dell’infanzia comunali” prende atto dell’intenzione dell’attuale Giunta Comunale di esternalizzare una parte dei servizi rivolti ai bambini da 3 a 6 anni e alle loro famiglie.
Pur comprendendo la difficile situazione in cui riversa il sistema di welfare sia a livello nazionale che locale, desideriamo esprimere la nostra preoccupazione rispetto a scelte che vanno a ridurre la presenza del servizio pubblico per la prima infanzia, indebolendo conseguentemente il ruolo specifico e inalienabile che riteniamo esso debba continuare a rivestire.

2. A Modena vogliamo una scuola per tutti, ma non una scuola più debole

Da oltre quarant’anni, nell’ambito delle politiche educative, il Comune di Modena si impegna in modo costante nella crescita e nella diffusione di una cultura dell’infanzia e di una qualità dei servizi volte a valorizzare i bambini come soggetti di diritto e futuri cittadini, sostenendo il ruolo delle famiglie nel percorso di partecipazione e gestione sociale dei nidi e delle scuole dell’infanzia.
In un’ottica di reale integrazione fra diverse istituzioni pubbliche e private e attraverso un continuo confronto e monitoraggio dei rapporti e delle convenzioni, l’offerta dei servizi educativi si è costantemente ampliata, formata e sviluppata.
E’ stata una scelta che si è rivelata lungimirante ed efficace per poter generalizzare l’offerta garantendo servizi a tutti i bambini modenesi, non uno di meno. Ciò che accade oggi è altro. L’esternalizzazione, sin qui attivata come strategia finalizzata all’espansione dei servizi, oggi diventa rinuncia ad una parte del sistema pubblico costruito.

3. Il pubblico: una garanzia di una scuola colta per tutti i bambini
La logica dei servizi pubblici è quella di garantire l’intera società e deve necessariamente essere diversa dalla logica del privato che è principalmente indirizzata a rispondere ai bisogni del richiedente/cliente. Pur non essendoci pregiudiziali su altre realtà educative, riteniamo che sia dovere del pubblico, ma non necessariamente del privato,  mantenere un’ottica improntata all’egualitarismo: una scuola per tutti dove viene dato valore alla qualità didattica e culturale.
Una qualità che a nostro avviso, in quanto pedagogisti e quindi professionisti dell’educazione, non si improvvisa, ma nasce dal contatto quotidiano e diretto con i servizi educativi e nella continua ricerca del cambiamento e dell’innovazione. Solo così infatti è possibile toccare con mano e leggere i processi di trasformazione che vedono l’emergere di nuovi bisogni dei bambini e delle famiglie, rispetto ai quali costruire proposte progettuali e rielaborare un pensiero non soltanto pedagogico ma di portata culturale ampia e complessa.

4. Sviluppo e investimento sulla scuola soprattutto in tempo di crisi
Noi crediamo fermamente nell’investimento sull’educazione per la prima infanzia e sulle famiglie, soprattutto in un momento di crisi economica e finanziaria in cui è necessario ridurre il debito e la spesa pubblica. Ci piacerebbe pensare che, rispetto ad una politica nazionale che negli ultimi anni ha visto la scuola solo in termini di spesa e non come opportunità di crescita culturale e di investimento, Modena continuasse a distinguersi proponiamo un’ottica controcorrente. E’ nelle scuole che si costruiscono i cittadini del futuro.

5. A garanzia della qualità dell’intero sistema e della città
Basta guardare indietro, alla nostra storia: è proprio da questo territorio che si è sviluppata una concezione di servizi per l’infanzia non solo come soluzione ai bisogni contingenti delle famiglie, ma come risposta ad un diritto di crescita culturale del bambino. E’ qui che si è elaborato un metodo di lavoro basato sulla ricerca, l’innovazione e la cultura del personale, con l’istituzione dei primi coordinamenti pedagogici, le ricerche pedagogiche sulla qualità e  le competenze dei bambini, la diffusione capillare dei Consigli di Gestione. Sono le esperienze maturate anche nelle scuole del Comune di Modena, che sono, e sono state d’esempio a livello nazionale, dando spinta all’elaborazione degli “Orientamenti nazionali per la scuola dell’infanzia”. Dobbiamo dunque riconoscere ai nostri servizi 0-6 un  ruolo trainante a livello locale e nazionale, così come indirettamente ci viene riconosciuto dalle numerose  delegazioni che, anche dall’estero, ogni anno vengono a visitare i nostri nidi e le nostre scuole. Alla base di questo  c’è la cura della professionalità di docenti ed educatori, attraverso l’investimento su una formazione approfondita,  permanente e gestita in modo diretto dal Comune di Modena, con la collaborazione con le università, i docenti e gli  interlocutori più accreditati del mondo scientifico culturale italiano ed europeo. Siamo fermamente convinti,  infatti, che solo attraverso una formazione capace di accompagnare gli insegnanti nella loro progettualità è  possibile costruire e diffondere una cultura dell’infanzia sia a livello orizzontale che verticale. Una formazione che  parla a tutti i soggetti implicati a livello cittadino nei servizi educativi e nei diversi segmenti dell’istruzione, a  riprova che il mantenimento di una forte presenza di servizio pubblico è risorsa irrinunciabile anche per i privati  come strumento di sostegno alla crescita e all’innovazione. Infine ricordiamo che l’investimento sull’infanzia è  sostegno ai compiti educativi delle famiglie, condizione necessaria all’occupazione femminile, risorsa per  l’integrazione dei soggetti con deficit o in condizione di svantaggio sociale, ma anche dei nuovi cittadini, immigrati  di prima e seconda generazione che vivono e lavorano nella nostra città. La scelta che la Giunta propone, per far  fronte all’attuale congiuntura di problemi economici e vincoli normativi è l’ esternalizzazione di alcune scuole. In  questo scenario confermiamo l’impegno del coordinamento pedagogico a dare il suo contributo progettuale nel  salvaguardare quanto più possibile la qualità dei servizi dell’infanzia nell’ambito di un processo di cambiamento  così delicato. Ugualmente chiediamo con forza di tentare ogni possibile strada per ottenere la modifica delle norme  che la obbligano all’esternalizzazione dei servizi e a puntare a mantenere i servizi a gestione diretta del  Comune. In ogni caso chiediamo al Sindaco e alla Giunta alcune garanzie:

– Tutela del sistema: chiediamo che si impegni a mantenere una quota significativa di servizio pubblico e comunque  non inferiore al 30%, a garanzia di un equilibrio complessivo rispetto agli altri soggetti. A questo   proposito ci aspettiamo un impegno concreto a procedere a concorsi e assunzioni di insegnanti e coordinatori pedagogici al fine di rinforzare la pianta organica con personale di ruolo.

– Tutela dei bambini e delle famiglie: chiediamo che si proceda con prioritaria attenzione alla continuità didattica,  privilegiando percorsi graduali. Chiediamo inoltre di poter accompagnare il processo di cambiamento rinnovando  l’attenzione alla scelta delle forme di gestione convenzionate basandosi sulla qualità e curando il potenziamento del  rapporto tra pubblico e privato a proposito di progettualità, formazione e rispetto degli standard di qualità.

– Tutela del personale e salvaguardia della professionalità. Non nascondiamo quale ulteriore elemento di   preoccupazione il livello di retribuzione inferiore delle insegnanti nel privato, con conseguente svalutazione del  lavoro delle donne e del lavoro educativo. Poniamo inoltre alla vostra attenzione il delicato tema del nostro  personale a tempo determinato, la maggior parte del quale non è in possesso di abilitazione. Si tratta di docenti che si sono formate e hanno maturato esperienza nelle nostre scuole costruendo una professionalità elevata.

Chiediamo una cura rispetto al loro destino occupazionale, valutando la possibilità di cooperare con università e uffici scolastici regionali e provinciali per l’attivazione di procedure abilitanti.

– Tutela della partecipazione effettiva dei genitori. Chiediamo che ci sia un ascolto autentico dei genitori quali interlocutori indispensabili per la costruzione di un pensiero condiviso sull’educazione a livello cittadino ed un   concreto coinvolgimento delle famiglie di fronte a prospettive di cambiamento che le riguardano in prima persona. Fin dalla loro nascita i servizi per l’infanzia della nostra città sono stati servizi partecipati, ricordiamo la lunga storia di impegno dei Consigli di Gestione. E’ questo un alto valore che sentiamo di voler tutelare, pena la  privatizzazione non più dei servizi quanto piuttosto di ogni pensiero sull’educazione.
E’ in questa stessa ottica di partecipazione, e consapevoli del ruolo che il coordinamento pedagogico debba responsabilmente continuare a giocare, che prendiamo posto nel dibattito che si va aprendo e nutrendo dei  pensieri di molti cittadini a cui sta a cuore l’infanzia.

IL COORDINAMENTO PEDAGOGICO 0-6
Buzzega Maria Chiara, Cingolani Giulio, Cristoni Simona,
Ferrari Maria, Fiocchetti Fiorella, Guerzoni Daniela,
Rattighieri Silvia, Rilei Patrizia, Soci Daniela,
Turrini Anna Maria, Vecchi Mariavittoria

Mi interessa molto il futuro: è li che passerò il resto della mia vita.
(Groucho Marx)

Modena, 1 marzo 2012

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