Verbale Coordinamento Consigli Nidi e Infanzia 4 Aprile 2012

Verbale del Coordinamento Consigli del 4 aprile 2012
Centro Memo, viale Barozzi, ore 18:30

Apertura e saluti
L’incontro viene aperto dal nuovo Presidente ad interim, Sandro Lancelotti, che saluta i partecipanti, riepiloga  brevemente le tappe precedenti e invita tutti a una maggiore presenza e partecipazione. Successivamente lascia la  parola all’Assessore Querzè.
Intervento dell’Assessore Querzè
L’Assessore Querzè inizia il proprio intervento ringraziando sia Lancelotti sia Ligabue per l’impegno profuso sin qui  e sottolinea come il Coordinamento Consigli sia una struttura consolidata che si è trovato a vivere una fase  tipica di un momento di difficoltà e di crisi, e come differenti sensibilità e differenti tempestività abbiamo portato a  spaccature tra i genitori e tra i Presidenti dei vari servizi 0-6. Ora però, sostiene l’Assessore, è il momento di  ricompattare un organismo che è fondamentale per la vita dei servizi e per il rapporto con l’Amministrazione, e in vista di un futuro complicato che ci attende.

Ricompattare, secondo l’Assessore, implica portare a sintesi diverse sensibilità, competenze ed esperienze su un  obiettivo comune, che è quello di mantenere servizi educativi di qualità per i tutti i bambini e per l’intera città.
Nelle vicende delle scorse settimane sono emerse molte competenze di cui l’Amministrazione intende servirsi per  bypassare la stretta normativa ed economica che colpisce i Comuni. A livello politico nazionale, sta passando una  visione negativa delle Autonomie locali (e qui l’Assessore cita l’esempio dell’IMU, e di come quasi tutto il  contributo da essa derivante andrà a beneficio del Governo centrale e non di quello cittadino).
Serve, ricorda Querzè, la condivisione di una visione incentrata su due punti:

1. garantire i servizi ai bambini;
2. garantire una presenza pubblica comunale forte nelle scuole della città. Una presenza che si affianchi a una partecipazione attiva di tutti gli attori interessati: genitori, coordinatori pedagogici, insegnanti, Comitato.

Ciò  significa mantenere un nucleo forte di scuole a gestione diretta. Querzè sottolinea come ciò non si traduca in una demonizzazione del privato. Ricorda infatti come nella città di Modena si sia fatto negli ultimi anni un  grandissimo ricorso al privato per incrementare l’offerta di posti nei servizi. Un privato che è cresciuto tanto nel rapporto con il Comune di Modena, un privato che oggi è più qualificato. C’è stato un processo di coapprendimento  nel rapporto tra Comune, Privato e Stato, processo che ha fatto sì che ora abbiamo un sistema che funziona e che tiene.
Querzè torna poi sul tema del Coordinamento Consigli, ribadendo che esso funziona solo se i partecipanti si  impegnano davvero, e fa il paragone con un’orchestra in cui, per quanto il direttore possa essere eccellente, serve  l’impegno di tutti gli orchestrali. Il Coordinamento Consigli è il luogo in cui vengono portate tutte le informazioni, e  ben vengano le richieste di approfondimenti e di ulteriori incontri.
Ricorda i diversi incontri del Coordinamento delle ultime settimane, anche senza la presenza dell’Amministrazione,  propri per favorire chiarimenti interni.

Per quanto riguarda il Comitato “Giù le mani dagli asili”, dopo una prima fase di contrapposizione questo ha chiesto all’Assessore l’apertura di un tavolo tecnico e si sono avuti due incontri. Questi incontri tecnici sono, a detta dell’Assessore, l’espressione delle competenze di tutti i genitori.

Riconosce altresì un ruolo importante al Comitato, ancora attivo sul piano tecnico, ma ribadisce come il  Coordinamento Consigli sia il referente dell’Amministrazione; Coordinamento Consigli che al suo interno  comprende anche Presidenti che fanno parte del Comitato stesso.
Dopo questa premessa, l’Assessore Querzè affronta il tema della Fondazione.

La Fondazione

Querzè fa un breve riepilogo di quanto accaduto dall’estate scorsa a dicembre (ricorda la raccolta firme promossa dal Coordinamento Consigli che ha portato alla modifica del decreto “Milleproroghe”).
Ricorda come siano state avviate azioni per sbloccare i vincoli del patto di stabilità (peraltro con pochi risultati tangibili), annuncia che il 19 aprile parteciperà a un incontro a Roma con Anci e il Ministro Profumo sul tema della parità tra i soggetti che gestiscono le scuole (Stato e privati – che possono continuare ad assumere personale; Comuni bloccati dalle norme di stabilità e sul turn over).
Ricorda ancora la disponibilità dei parlamentari modenesi a incontrare i genitori, ma sottolinea il loro scetticismo sulla reale possibilità di ottenere modifiche sostanziali in materia. Querzè ricorda come tra gennaio e febbraio sia “scattato l’allarme” sul tema, e quindi fossero state prospettate sostanzialmente due strade percorribili: la prima,  quella delle esternalizzazioni tout court; la seconda, quella dell’affidamento a un altro soggetto. All’inizio c’è stata poca chiarezza su questa via perché questa “cosa” non esisteva. E questa “cosa” è la soluzione “Fondazione”, che viene questa sera presentata.
Il modello di Fondazione individuato dal Comune di Modena non ha un equivalente nel panorama Italiano, ed è anche per questo che solo ora l’Assessore è in grado di presentare alcuni elementi costitutivi – dopo una lunga serie di approfondimenti tecnici, non ancora conclusi:

a) in primo luogo, oggi Querzè può affermare che la Fondazione si può fare, a seguito di una serie di approfondimenti tecnici;

b) la Fondazione gestirà direttamente le scuole d’infanzia;

c) sarà un soggetto di diritto privato ma a totale presenza pubblica nel consiglio di amministrazione (con consiglieri nominati direttamente dal Comune di Modena);

d) il Comune di Modena attraverso la Fondazione garantirà un controllo sui servizi (ossia sulle scuole d’infanzia) come se fosse esso stesso a gestirli, un cd. “controllo equivalente”;

e) sarà prevista la partecipazione dei genitori nel consiglio di amministrazione (come già detto, attraverso nomina del Comune di Modena);

f) lo statuto della Fondazione è in corso di redazione;

g) il personale di ruolo potrà essere comandato alla Fondazione;

h) alla Fondazione verranno concessi in comodato gratuito gli immobili delle scuole d’infanzia affidate;

i) alla Fondazione saranno trasferiti gli appalti attualmente in essere delle scuole d’infanzia affidate (per esempio quelli attualmente in essere relativi alle pulizie o alla refezione);

j) le ammissioni alle scuole gestite dalla Fondazione saranno definite sempre dall’Ufficio ammissioni del Settore istruzione, e le rette di ammissione saranno riscosse dalla Fondazione;

k) le scuole affidate alla Fondazione continueranno a beneficiare sia del coordinamento pedagogico sia dell’attività di formazione degli educatori come oggi, proprio al fine di per garantire la continuità del modello pedagogico.

Tutto ciò è volto a far sì che le scuole gestite dalla Fondazione possano funzionare con le caratteristiche tipiche della gestione diretta comunale.
Dopo aver illustrato le caratteristiche della futura Fondazione, Querzè si sofferma sui passaggi amministrativi e sulla tempistica.
La delibera che contiene le linee di indirizzo per la costituzione di questa Fondazione è quasi pronta e il percorso amministrativo è il seguente:
– sarà presentata in Commissione consiliare Servizi,
– a seguire, sarà portata in Consiglio comunale per l’approvazione.

Querzè ricorda come le due precedenti bozze di delibera (che avrebbero dovuto passare in Commissione consiliare Servizi nelle settimane scorse) siano state “congelate”.
Queste delibere prevedevano per così dire due opzioni: da un lato, le linee di indirizzo relative alle nuove modalità di gestione esternalizzata di alcune scuole dell’infanzia; dall’altro, la previsione di costituzione di una Fondazione con forte presenza del Comune di Modena negli organi direzionali, finalizzata a gestire le scuole d’infanzia. Ancora, è opportuno ricordare che nelle delibere si prevedeva espressamente che, qualora il quadro normativo fosse cambiato, il processo di esternalizzazione avrebbe potuto essere fermato.
Il calendario dovrebbe essere il seguente:
– tra la seconda metà di aprile a inizio maggio saranno perfezionati i passaggi in Commissione consiliare e Consiglio comunale, per l’approvazione della delibera e dello statuto della Fondazione,
– a seguire, lo statuto dovrà essere inviato alla Regione Emilia-Romagna per un controllo;
– la Regione ha 45 giorni di tempo per autorizzare il funzionamento (in questo lasso di tempo, la RER potrebbe chiedere approfondimenti, ma in tal senso il Comune sta già lavorando per facilitare il percorso);
– si arriva intorno al 20/22 giugno;
– approvato lo statuto, si avvierà la costituzione degli organi di funzionamento della Fondazione;
– il primo atto della Fondazione sarà la pubblicazione del bando per l’assunzione delle insegnanti. Al momento pare che ci siano gli stessi vincoli di assunzione in vigore per il personale di ruolo delle scuole delle scuole dell’infanzia, fattore che sembra sia necessario per il riconoscimento della parità, anche se non è esclusa la ricerca di procedure semplificate;
– la selezione del personale dovrebbe avvenire nel mese di agosto, nei tempi dell’apertura delle scuole;
– nel corso dell’estate si perfezioneranno anche tutti gli altri adempimenti tecnici necessari all’avvio della Fondazione.
Querzè si è soffermata sul tema del personale delle scuole che passeranno alla Fondazione:
-l personale precario potrà partecipare al bando per l’assunzione degli insegnanti per le scuole che passeranno alla Fondazione;
– il personale di ruolo potrà chiedere di essere comandato alla Fondazione.

Questa congiuntura potrebbe pertanto garantire una grande continuità didattica nelle scuole interessate. Paradossalmente, maggiore discontinuità potrebbe invece verificarsi nelle scuole che non passeranno alla Fondazione.
Ancora, il Comune procederà ad assumere le 8 persone rimaste in graduatoria e convertirà alcune persone dal sostegno alle sezioni (il sostegno – per tutte le scuole – verrà infatti affidato all’esterno).
Proprio per garantire la maggiore continuità, Querzè dichiara che forse sarebbe auspicabile far entrare nella Fondazione 5 scuole invece di 4, e infatti nella delibera dovrebbe esserci l’indicazione di “almeno 4 scuole”).
Sul tema della identificazione delle scuole che passeranno alla gestione della Fondazione, l’Assessore dichiara che non è possibile rendere noti i nomi prima dell’approvazione della delibera di cui sopra da parte del Consiglio comunale (quindi, non prima, presumibilmente, del 25 aprile). Questo in quanto nella delibera sono indicati i criteri in base ai quali verranno identificate le scuole in questione, criteri che per l’appunto devono essere approvati dal Consiglio comunale.
Querzè auspica che non ci siano ritardi in questo percorso. L’apertura delle scuole è comunque garantita, ma potrebbe esserci un lieve ritardo nella pubblicazione delle graduatorie per l’ammissione dei bambini di tre anni.
Le rette delle scuole passate alla Fondazione saranno identiche a quelle delle scuole comunali, e le scuole potranno essere scelte, come già detto, attraverso l’Ufficio ammissioni del Settore istruzione.
Querzè evidenzia come, allo stato attuale, non esista più un cosiddetto “Piano B”, ossia né sia prevista una “esternalizzazione ponte” (non ci sono più i tempi per un bando) , né si possa appoggiarsi allo statuto della esistente Fondazione Raisini (sarebbe infatti improprio, in quanto la Fondazione Raisini gestisce scuole proprie, non del Comune).
Terminato l’intervento dell’Assessore Querzè, si apre il dibattito.

A seguire, riportiamo le domande che sono state poste dai partecipanti in quanto utili anche per la diffusione delle informazioni nelle scuole.

Rette: è previsto un aumento delle rette per il prossimo anno scolastico?
No, non è previsto in quanto l’aumento c’è già stato su questo anno scolastico e c’è un accordo in base al quale per l’anno scolastico prossimo non vi saranno aumenti.

Il contratto degli insegnanti
Il Comune sta cercando quello che più si avvicina a quello del Comune di Modena, sarà un contratto scuola nazionale con trattamento economico equivalente. Non sarà il contratto delle cooperative.

Precari nel prossimo anno scolastico
Al 31/8 è probabile che ci saranno altri precari, con il passaggio di alcuni insegnanti dal Comune allo Stato. Il Comune sarà comunque in grado di coprire i posti eventualmente necessari per supplenze, maternità, ecc.

Scadenze per il comando del personale di ruolo – Comandi e assunzioni
Il comando è un istituto previsto dal Testo Unico sugli impiegati civili dello Stato (D.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3, art. 56), e successivamente semplificato dalla legge 127/97. la durata massima di un comando è di tre anni. Dopo i tre anni sarà necessario cercare un equilibrio tra comandi e posti nelle scuole.

Concorso e abilitazione degli insegnanti
Il tema dell’abilitazione è in effetti complesso. Il Comune sta lavorando in tal senso per garantire la parità delle scuole e la soluzione al problema relativo a titoli e abilitazioni degli insegnanti.

Fondazione e posti bambino – ci saranno riserve come accade nelle scuole convenzionate?
No, tutti i posti disponibili saranno inseriti nella graduatoria dei posti disponibili attraverso l’Ufficio ammissioni del Settore istruzione.

La Fondazione è un escamotage per aggirare i vincoli posti dal patto di stabilità? Cosa cambia per il Comune a livello economico? Cosa succede l’anno prossimo? E se il modello di Fondazione funzionasse, ci passerebbero tutte le scuole dell’infanzia di Modena?
L’Assessore dice che con questa modalità il Comune sta in realtà utilizzando una possibilità che la legge da per continuare a svolgere la funzione educativa. Si potrebbe anche dire che è l’unico modo per aggirare i vincoli, ma tutto è legale e fattibile. Sul futuro non c’è nessuna certezza. E anche vero, però, che mai fino a oggi, le Fondazioni sono state fatte rientrare nel patto di stabilità, a differenza invece dell’istituto della Istituzione.

I costi della Fondazione
Il Comune di Modena trasferirà alla Fondazione le risorse per sostenere i costi di gestione e per pagare gli insegnanti.
Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione della Fondazione stessa, questo non avrà alcun costo perché i componenti non potranno ricevere gettoni di presenza, quindi presteranno la loro opera a titolo gratuito.
Ancora, ci sarà un risparmio in quanto le spese relative alle coperture per malattia e maternità non saranno più a carico del Comune bensì dell’INPS. Per gestire la Fondazione sarà necessaria un struttura amministrativa, ma sarà comunque possibile compensare questi costi con i risparmi di cui sopra. Se la Fondazione funzionerà, essa potrà anche introitare finanziamenti da altri enti, anche privati (vedasi l’esperienza della Fondazione Raisini al riguardo).
Se la Fondazione non funzionerà, ad esempio se in futuro anche le Fondazioni fossero inserite nel patto di stabilità, il Comune di Modena potrà scioglierla.

Cosa ha spinto il Comune di Modena a mutare orientamento (dalla prospettata esternalizzazione alla Fondazione)? Che ruolo ha avuto – se lo ha avuto – la protesta dei genitori (cittadini e Comitato) in relazione alle scelte del Comune? Perché c’è stata tutta una serie di prese di posizione sulla stampa locale da parete di realtà politiche ed economiche?
L’Assessore Querzè evidenzia una serie di considerazioni, a questi spunti “polemici” lanciati dal Presidente del nido Momo:
1) il welfare a livello cittadino è un tema dirimente: è un tema su cui si giocano le alleanze politiche del futuro (ed è giusto che i partiti costruiscano alleanze), e questo spiega perché sono ormai 4 mesi che se ne discute sulla stampa locale;
2) è un importante tema economico: non dimentichiamo che il Comune, se sceglie di esternalizzare, risparmia, in particolare in relazione al costo del personale;
3) rispetto al sistema educativo, il Comune di Modena ha già esternalizzato molto: la refezione, il sostegno (con la nuova delibera in corso di approvazione), e -come abbiamo già ricordato – l’espansione dell’offerta di posti-bambino è stata finora realizzata grazie alle esternalizzazioni.
Se il Comune di Modena sceglie la via della Fondazione invece che quella della esternalizzazione chiaramente toglie una potenziale fetta di mercato per alcuni importanti attori economici, e da qui il manifestarsi di una serie di istanze e prese di posizione sulla stampa locale in un momento di crisi economica e occupazionale.
A queste si è certamente aggiunta e fatta ben sentire la voce dei genitori, delle scuole, dei coordinatori pedagogici.
L’Amministrazione comunale ha condotto una profonda riflessione che ha tenuto conto di tutte le istanze – e tutte legittime. Da qui la scelta. La scelta di non esternalizzare in quanto il mancato risparmio che ne deriva è un beneficio per l’intera comunità Consiglio di amministrazione e presenza dei genitori.
I componenti del consiglio di amministrazione devono essere nominati dal Comune di Modena. Esso sarà composto da 5 persone, di cui 2 saranno genitori individuati da Comune. L’aspetto della identificazione dei genitori è tra quelli oggetto di approfondimento in questi giorni. Oltre al consiglio di amministrazione, comunque, la Fondazione avrà altri organi da statuto, come ad esempio l’assemblea, o i cd. soci aderenti/sostenitori, e sarà in grado pertanto di assicurare la partecipazione della componente genitoriale, in particolare dei genitori appartenenti alle scuole parte della Fondazione.
Consiglio di amministrazione e presenza del personale insegnante.
Su questo l’Assessore Querzè non si pronuncia, è un aspetto allo studio. Il Dr. Francia ricorda le problematiche legate al tema degli affidamenti in house (controllo pieno e totale, nomina comunale) e al fatto che non c’è molta giurisprudenza al riguardo.

La gestione sociale (ossia, Coordinamento, Consiglio di gestione) e le scuole che passeranno alla Fondazione: come imporre uno schema analogo? E per quanto riguarda il coordinamento pedagogico?
L’Assessore Querzè conferma che le scuole che passeranno alla Fondazione avranno indicazione di procedere come nelle scuole comunali, quindi di mantenere le stesse modalità di gestione sociale e partecipazione.
Idem sul tema del coordinamento pedagogico, si individuerò una modalità per mantenere lo stesso sistema attuale (per esempio, eventualmente, attraverso una forma di comando parziale).

Cosa accade se i tempi si allungano? Cosa accade a settembre? La Fondazione può partire con un po’ di ritardo?
L’Assessore Querzè garantisce che a settembre le scuole apriranno regolarmente. Eventualmente ci fosse un ritardo, la Fondazione potrà diventare operativa in un secondo momento. In tal caso, le scuole destinate a passare alla Fondazione apriranno temporaneamente sotto la gestione diretta del Comune con contratti a tempo determinato fino all’operatività piena della Fondazione.

Interviene il Presidente della Fondazione Raisini ricordando che, dalla discussione emersa nel corso della serata, sembra esserci un grande interesse per gli aspetti tecnici della soluzione prospettata ma sembra che si sia perso di vista il cuore della questione: l’interesse dei bambini.
Querzè ribadisce che l’interesse dei bambini è assolutamente prioritario, e lo contestualizza in due aspetti:
1) dare a tutti i bambini la garanzia di un posto in un nido e in una scuola d’infanzia,
2) dare a tutti i bambini la garanzia di una scuola di qualità. Questo significa che tutte le scuole di Modena devono essere di qualità, una qualità riconosciuta e diffusa, in un processo di miglioramento continuo.
Rispetto al futuro, l’Assessore ricorda che siamo in un contesto ancora in movimento: il bilancio comunale non è ancora stato approvato, le norme in questi mesi sono cambiate. La Fondazione, teoricamente, è un soggetto che potrebbe accogliere in futuro altre scuole dell’infanzia, qualora le leggi impongano al Comune di Modena di rinunciare alla gestione diretta. Ma Querzè ribadisce che il Comune non ha intenzione di trasferire scuole d’infanzia alla Fondazione se non sarà in tal senso obbligato.

Altri Presidenti intervengono in chiusura:
– viene ribadita l’importanza della conoscenza del Coordinamento consigli e dei compiti di consiglieri e presidenti, sottolineando come anche gli insegnanti poco informino al riguardo.
Viene ricordata l’esperienza del periodico “Il Postale”, che era il giornale del Coordinamento consigli da metà anni Novanta;
– viene richiamato il tema della fiducia tra genitori e Amministrazione, da ricostruire e da mantenere in futuro.
L’Assessore Querzè chiude il proprio intervento ricordando che i problemi economici per il Comune di Modena ci  sono e restano. Così come concorda sul fatto che il Comune abbia avuto qualche problema a livello di  comunicazione con i genitori. Invita comunque i presenti ad ascoltare ciò che l’Amministrazione dichiara di voler fare davvero.

Al termine della serata, il Presidente ad interim verifica la disponibilità di altri Presidenti sia dei nidi sia delle scuole d’infanzia a candidarsi.
Non essendoci altri nominativi, Sandro Lancelotti (scuola d’infanzia San Pancrazio) viene confermato Presidente del Coordinamento Consigli in rappresentanza delle scuole d’infanzia, e Antonella Buja (nido d’infanzia Momo) viene confermata in rappresentanza dei nidi d’infanzia.

Poiché la discussione sul tema Fondazione si è protratta ben oltre le aspettative previsto, si concorda di rinviare a un nuovo, ravvicinato incontro la trattazione dei successivi punti all’ordine del giorno.
La riunione si chiude intorno alle 21:00

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