Verbale Coordinamento Consigli 8 Maggio 2012

Verbale del Coordinamento Consigli dell’8 maggio 2012

Centro Memo, viale Barozzi, ore 18:30

 Ordine del giorno

1. Esposizione delle linee di indirizzo per la costituzione della Fondazione da parte dell’assessore Adriana Querzè

2. Comunicazione dei nominativi delle scuole d’infanzia che entreranno a far parte della Fondazione e delle modalità operative del passaggio alla Fondazione.

3. Dibattito su origini, formazione, sviluppo ed evoluzione della Fondazione.

 

Partecipanti

Adriana Querzè          Assessore

Mauro Francia            Dirigente del Settore Istruzione

Benedetta Pantoli       Dirigente del Servizio educativo e scolastico 0-6 anni, Settore Istruzione

 Apertura e saluti

L’incontro viene aperto dal Presidente che saluta i partecipanti.

Lancelotti ricorda il lancio del nuovo blog del Coordinamento Consigli, che si affianca alla pagina Facebook e al profilo Twitter, e ringrazia Fabio Morsiani e Francesco Giuliano per il lavoro profuso sul versante media e comunicazione.

Prima di passare la parola all’Assessore Querzè, Lancelotti ricorda che, in base a quanto deciso durante la Segreteria del 26 aprile, si organizzeranno a fine serata gli incontri presso le scuole che passeranno alla gestione della Fondazione per approfondire i diversi temi di interesse.

 Intervento dell’Assessore Querzè

Querzè inizia il suo intervento ringraziando i presenti per la partecipazione, in particolare un ringraziamento alle insegnanti in sala.

Ricorda che era stato previsto un preciso schema per la comunicazione dei nomi delle scuole, al fine di evitare fughe di notizie: nella stessa giornata (8 maggio) ai sindacati alle 15.30, agli insegnanti alle 16.30 e al Coordinamento Consigli alle 18.30. Il giorno precedente, i coordinatori pedagogici si erano recati nelle singole scuole per dare la comunicazione agli insegnanti e, successivamente, l’Assessore aveva telefonato direttamente ai presidenti delle scuole stesse, invitando tutti alla riservatezza. Invano, in quanto già nel pomeriggio i nomi delle scuole avevano cominciato a circolare ed erano stati riportati dal quotidiano Prima Pagina.

Le scuole d’infanzia che passeranno alla Fondazione sono: Fossamonda, Malaguzzi, Saluzzo, Villaggio Artigiano.

Querzè ricostruisce rapidamente il percorso e gli avvenimenti da dicembre a oggi (si vedano, al riguardo, i precedenti verbali) e ricorda come tutti i Comuni siano oggi in forti difficoltà su questi temi. A livello nazionale, in molte città si è scelto di esternalizzare; Torino e Bologna sono interessate al modello modenese. Torino, però, quest’anno non può seguirlo perché il Comune è già fuori dal Patto di Stabilità, per cui ha scelto di esternalizzare per un anno; Bologna, pure interessata al modello Fondazione, si è “impantanata” sul rapporto tra pubblico e privato.

Querzè ricorda come la proposta di fondazione a Modena sia stata accettata con qualche difficoltà dalle forze politiche, meglio  invece dai genitori.

Querzè illustra quindi le caratteristiche della Fondazione e dello statuto.

  • come da obblighi di legge, lo statuto prevede che il CDA della Fondazione abbia 5 componenti;
  • lo statuto ben indica nelle sue finalità che lo scopo della Fondazione è quello di gestire i servizi educativi e scolastici, quindi non si esclude l’appalto del “cuore”delle attività;
  • la Fondazione è un soggetto di diritto privato ma a capitale totalmente pubblico (ossia, del Comune di Modena, fondatore originario);
  • la Fondazione nasce per gestire in forma pubblica una quota di scuole dell’infanzia oggi a gestione diretta del Comune di Modena.

Cosa farà la Fondazione?

Per prima cosa, la Fondazione assumerà personale: il primo atto che la Fondazione dovrà fare sarà quello di bandire un concorso pubblico, ma “semplificato”, per assumere a tempo indeterminato il personale educativo da inserire nelle scuole d’infanzia che da settembre dovrà gestire.  Si tratterà di un concorso per “titoli ed esami”, nel quale si cercherà di valorizzare al massimo come “titolo” l’esperienza maturata dal personale precario che nel corso degli anni è stato alle dipendenze del Comune di Modena. Ciò permetterà anche di valorizzare gli investimenti fatti in questi anni dal Comune di Modena nella formazione del personale.

La continuità didattica e il personale

Nelle scuole d’infanzia che passeranno alla Fondazione si cercherà di garantire la massima continuità didattica: le insegnati di ruolo (dipendenti comunali) presenti potranno chiedere di essere comandate alla Fondazione per un numero di anni necessario a completare i relativi cicli scolastici (per inciso, il comando è una facoltà dei dipendenti pubblici, non è un obbligo del datore di lavoro).

Queste insegnanti restano a tutti gli effetti dipendenti comunali, il loro trattamento economico non cambierà (continueranno a percepire lo stipendio dal Comune, che è e resta il loro datore di lavoro), né cambierà il loro contratto di lavoro; semplicemente andranno temporaneamente a lavorare alle dipendenze di un altro datore di lavoro (la Fondazione).

All’interno delle 4 scuole prescelte, il Settore Istruzione del Comune verificherà quante sono le insegnanti di ruolo presenti che desiderano chiedere il comando presso la Fondazione; Il Comune darà il proprio assenso al comando di queste insegnanti solo dopo l’espletamento della procedura concorsuale della Fondazione, quando cioè sarà possibile capire come si formeranno i collettivi di queste scuole.

In pratica tale informazione sarà data contestualmente alla pubblicazione della graduatoria del concorso, quindi è presumibile a metà-fine agosto.

Le scuole d’infanzia comunali che non passeranno alla Fondazione nell’anno scolastico 2012/13 potrebbero non avere la stessa continuità didattica, nel senso che in queste scuole i posti vacanti saranno coperti con nuove assunzioni di educatori a tempo indeterminato da parte del Comune (attingendo dalla graduatoria vigente del Comune, nella quale sono ancora disponibili n. 8 nominativi) e da insegnanti di sostegno ai quali il Comune cambierà il profilo professionale.

In ogni caso, per tute le scuole d’infanzia sarà un anno di transizione e di cambiamenti.

Altri aspetti importanti

  • La formazione del personale educativo della Fondazione sarà analoga a quella delle insegnanti delle scuole d’infanzia comunale.
  • I coordinatori pedagogici presenti in queste scuole resteranno gli stessi.
  • Le rette saranno uguali a quelle delle scuole d’infanzia comunali.
  • L’appalto della mensa che già copre tutte le scuole d’infanzia comunali sarà esteso anche alle scuole che andranno in Fondazione, quindi nulla cambierà per queste scuole.
  • Musica e inglese: queste attività continueranno ad essere regolarmente svolte come ora.
  • Consigli di gestione: saranno presenti come nelle altre scuole.
  • All’interno delle scuole in Fondazione la gestione sociale dovrà essere “rivista” alla luce del fatto che le decisioni complessive sulle politiche di queste scuole saranno di competenza del CDA della Fondazione (Querzè paragona la relazione tra il CDA della Fondazione e le 4 scuole alla relazione tra Giunta comunale e scuole comunali).
  • Dovranno essere studiate e costruite delle nuove regole/modalità di comunicazione tra i genitori facenti parte del CDA e i singoli Consigli di gestione delle scuole in Fondazione.

Organi della Fondazione

1)      Consiglio di amministrazione e nomina dei candidati

In base alla legge, sarà composto da 5 membri (di cui uno sarà il presidente), nominati dal Sindaco.

Quando il Comune affida ad un soggetto terzo la gestione di un proprio servizio, scegliendo direttamente a chi affidare tale servizio (=senza passare attraverso una gara), il Comune deve essere in condizione di controllare questo soggetto come se fosse lo stesso Comune a gestire direttamente il servizio (cd. controllo analogo)

Di questi 5 membri, 3 sono indicati direttamente dal Comune di Modena, mentre i restanti 2 sono nominati dal Sindaco e saranno individuati tra i genitori delle scuole che passeranno alla Fondazione.  Su questo tema, successivamente l’Assessore presenta la proposta di modifica dell’art.19 dello Statuto.

Il giorno successivo (mercoledì 9 maggio)  sarebbe stata portata in Commissione Consiliare Servizi la bozza di statuto della Fondazione. L’assessore evidenzia i tempi strettissimi, legati a quelli del Consiglio Comunale: se lo statuto sarà licenziato il giorno successivo dalla Commissione Servizi, lunedì 14 sarà portato in Consiglio Comunale per l’approvazione, per poi essere inviato in Regione e procedere con i successivi adempimenti amministrativi. Ciò al fine di rendere possibile l’operatività della Fondazione Cresci@Mo entro il primo settembre.

Si apre un confronto sul testo dell’art. 19 al fine di coinvolgere in Coordinamento Consigli nel processo di raccolta delle candidature di una rosa di genitori disponibili ad entrare nel CDA della Fondazione stessa. Al termine della discussione, si conviene che i candidati debbano essere identificati dai Consigli di gestione delle quattro scuole che passeranno alla Fondazione, e che  priorità sarà data ai componenti dei Consigli stessi, ma candidati potevano essere anche genitori non consiglieri.

Viene introdotto il principio che un membro del CDA decade nel momento in cui il figlio esce dal circuito delle scuole d’infanzia.

IL CDA resta in carica tre anni

2)     Assemblea dei soci, che comprenderà il Fondatore originario (il Comune di Modena,), gli altri Fondatori aderenti (comunque organismi pubblici) e i soci sostenitori (persone fisiche/giuridiche, pubbliche/private, università, associazioni del territorio, anche privati, citato l’esempio di una azienda di giocattoli).In particolare, tra i Sostenitori potranno essere messe in valore competenze personali, volontariato, lavori manuali svolti dai genitori, competenze di esperti, … Ai lavori dell’assemblea potranno partecipare anche i rappresentanti dei bimbi frequentanti le scuole gestite dalla fondazione, ancorché senza diritto di voto.

 

 

Finanziamento della Fondazione

Le risorse economiche sulle quali la Fondazione potrà contare saranno costituite dai trasferimenti economici che il Comune di Modena farà alla Fondazione stessa (sotto forma di contributo) e dal totale delle rette versate dalle famiglie dei bambini che frequentano le scuole aderenti alla Fondazione.

La Fondazione potrà ricevere finanziamenti da terzi sotto forma di donazioni, trasferimenti del 5 per mille, finanziamenti europei (partecipando a bandi UE), …

In ogni caso vale il principio (ribadito chiaramente nella delibera di Consiglio Comunale di linee indirizzo di costituzione della Fondazione)  che i costi di gestione/funzionamento della Fondazione non possono essere in nessun caso superiori a quelli delle scuole attualmente in gestione diretta del Comune.

Dopo l’illustrazione degli elementi essenziali dello statuto, l’assessore comincia a rispondere a alcune domande.

Tra queste:

–          ll tema dei bambini portatori di handicap: Querzè ricorda che tutte le scuole (di ogni ordine e grado) avranno personale appaltato.

–          I criteri con cui sono state scelte le quattro scuole (che vengono illustrati dall’assessore) e i tempi di nomina del CDA. Su questo tema, abbiamo già detto.

Dibattito su origini, formazione, sviluppo ed evoluzione della Fondazione

Successivamente prende la parola il Presidente Lancelotti che legge una propria lettera volta ad aprire il dibattito sulla Fondazione, sul percorso che ha portato alla sua nascita, sui rapporti tra Amministrazione comunale, Comitato “Giù le mani dagli asili” e Coordinamento  Consigli.

A seguire, altre domande e/o interventi.

Buja richiama l’assessore a quanto aveva espresso nell’incontro del Coordinamento Consigli del 4 aprile scorso, in cui, proprio in apertura,  aveva ribadito come il Coordinamento Consigli fosse  il referente istituzionale dell’Amministrazione, avesse vissuto un momento di difficoltà, e fosse ora il momento di  “ricompattare un organismo fondamentale per la vita dei servizi e per il rapporto con l’Amministrazione, e in vista di un futuro complicato che ci attende”. Si ricorda altresì la metafora che paragonava il Coordinamento Consigli a un’orchestra “in cui, per quanto il direttore possa essere eccellente, serve l’impegno di tutti gli orchestrali”.

Buja chiede ancora all’assessore come mai si giunga solo oggi a presentare i contenuti dello Statuto, ormai pronto per arrivare in Commissione e poi in Consiglio, senza che al riguardo non sia stato per niente coinvolto il Coordinamento, nemmeno per raccogliere eventuali sollecitazioni o pareri. Nell’ultimo mese, infatti, il Coordinamento avrebbe potuto affiancare l’assessore negli incontri che ha avuto con il cd. “gruppo tecnico” del Comitato per condividere i contenuti e lavorare assieme. Si giunge invece alla riunione odierna con un prodotto già fatto, a cui non è stato possibile dare un contributo.

Ciononostante, pur nei tempi strettissimi, il Coordinamento è pronto a rispondere alle richieste dell’assessore in relazione alla emersione di candidature a membri del CDA della Fondazione.

Un ulteriore commento critico viene dal presidente del Nido Pellico, sia in relazione alle modalità di comunicazione dei media e sui media, sia in relazione al Comitato “Giù le mani dagli asili” .

Anche Morsiani condivide il disagio espresso dagli interventi che lo hanno preceduto: si chiede come mai lo statuto sia stato tenuto “riservato” fino a oggi, ribadisce che sarebbe stato opportuno coinvolgere il Coordinamento nella sua redazione, ricorda ancora che il Coordinamento riunisce una serie di competenze che sono a disposizione dell’Amministrazione, se solo questa sceglie di utilizzarle.

Altre domande sono successivamente poste all’attenzione dell’assessore su temi quali:

  • la Fondazione e l’assunzione delle insegnanti precarie;
  • l’istituto del comando per i dipendenti comunali che vogliono passar alla Fondazione;
  • la continuità nelle scuole che passano alla Fondazione;
  • i soci sostenitori;
  • i regolamenti della Fondazione (che l’assessore conferma devono essere ancora redatti).

Prima di rispondere alle domande specifiche, l’assessore torna sugli spunti lanciati dai Presidenti per evidenziare che:

  • fin dai primi incontri con i genitori aveva colto la percezione del serio rischio di spaccatura tra la componente genitoriale e aveva colto l’attacco diretto che era stato fatto al Coordinamento e al suo presidente Ligabue;
  • Ligabue si era dimesso proprio per le critiche dirette e personalizzate fatte dal Comitato; ciò aveva molto preoccupato l’assessore;
  • queste dimissioni creavano grande difficoltà ma anche una grande potenzialità, e riconosceva la generosità del gesto di Ligabue di dimettersi;
  • l’assessore aveva auspicato che con l’arrivo di Lancelotti alla Presidenza ci potesse essere una “fusione” simbolica tra Coordinamento e Comitato (in quanto, come lo stesso Lancelotti aveva ricordato, egli aveva partecipato a diversi incontri del Comitato), un tentativo opportuno di fusione ma purtroppo fallito;
  • l’assessore dichiara che se la componente genitoriale non si ricompatta “non andiamo da nessuna parte”;
  • ricorda l’iniziativa di piazza XX settembre, organizzata dai Consigli di Gestione delle scuole, in collaborazione con il Coordinamento Consigli, e in cui lo stesso Comitato raccoglieva firme;
  • ribadisce che il referente per l’Amministrazione è il Coordinamento Consigli;
  • dichiara che il Comitato “ha fatto il suo mestiere”, ha chiesto e ottenuto l’apertura di un tavolo tecnico, e che lei ha acconsentito in quanto ritiene che si opportuno parlare con i Comitati, altrimenti si rischia di peggiorare le situazioni;
  • dichiara che il Comitato non ha ottenuto ciò che voleva, ma ha assecondato la scelta del Comune di Modena, dopo che la maggioranza politica non era d’accordo nel procedere con le esternalizzazioni, i genitori e la città si erano espressi contro le esternalizzazioni;
  • riconosce che il Comitato “Giù le mani dagli asili” ha ben svolto il proprio ruolo e ha contribuito a movimentare la realtà cittadina;
  • ribadisce ancora che l’organismo di riferimento è il Coordinamento Consigli e invita i due soggetti a non essere concorrenti e a ricompattare la componente genitoriale.

Nell’ultima parte della serata si torna nuovamente a discutere dell’operatività della Fondazione:

  1. si concorda che nella settimana seguente si faranno gli incontri nelle quattro scuole che passeranno alla fondazione, in orario 18.30 circa, in base alla disponibilità dell’assessore;
  2. si torna a discutere della modifica dell’art.19 che l’assessore porterà il giorno seguente in Commissione Consiliare, e che dovrebbe essere la seguente:

Art. 19 – Consiglio di amministrazione

Il Consiglio di amministrazione è composto dal Presidente della Fondazione e da altri quattro componenti nominati dal Fondatore originario. Due dei quattro componenti saranno individuati dal Fondatore originario all’interno di una rosa di nominativi proposta dal Coordinamento dei Consigli di Gestione. Tale rosa sarà costituita da genitori dei bambini e delle bambine frequentanti le strutture gestite dalla Fondazione, con priorità ai genitori dei Consigli di Gestione delle scuole stesse.

  1. Contestualmente, per accelerare i tempi, l’assessore chiede la massima disponibilità per individuare, entro venerdì 11 maggio almeno un candidato per scuola. Questo in quanto se la Commissione Consiliare licenzierà l’indomani la bozza di statuto, lo stesso passerà in Consiglio Comunale lunedì 14 e contestualmente il Sindaco nominerà i componenti del primo CDA della Fondazione.
  2. Nonostante i tempi strettissimi, i presidenti delle quattro scuole garantiscono immediatamente la loro disponibilità, così come il Presidente Lancelotti, a farsi collettore dei nomi proposti dalle stesse scuole per trasmetterli all’assessore nei tempi previsti.
  3. Francia si impegna a far avere l’indomani lo Statuto a Lancelotti.

L’incontro termina verso le ore 23.00

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